LIFTING CON I FILI BIOSTIMOLANTI:MONO, TWISTED, SCREWED…CHI PIU’ NE HA PIU’ NE METTA…

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uthe bacher bellezza e benessere

Lifting viso con fili biostimolanti: mono, twisted screwed, cogged…chi più ne ha più ne metta…

I fili in PDO (PolidioxanOne – lo stesso materiale delle suture riassorbibili in chirurgia) chiamati da alcuni fili biostimolanti , di sostegno, di trazione, oppure Face Contour Lifting come trattamento completo, hanno generato grandi apprezzamenti quando sono comparsi sul mercato, ma anche una serie di polemiche che nascevano soprattutto intorno alla domanda sulla reale necessità di impiantarne un numero così elevato come suggerito dalle tecniche del momento…..


Li vidi per la prima volta al congresso AMVC di Motecarlo nel 2013 e fui anch’io colpita nel vedere quanti fili venivano utilizzati durante le prove dal vivo sui volti delle modelle..!

Il fatto è che questi fili biostimolanti dovrebbero creare una specie di rete – un reticolo sottocutaneo – per dare sostegno, fungere da supporto alle aree un pò lasse che intendiamo rivitalizzare.

E va da se’ che una rete più fitta dia un sostegno migliore..
Mi piacque da subito questa tecnica anche perché so che in seguito a questi micro traumi generati dalla puntura dell’ago e conseguente inserimento del filo, avremo una minima reazione infiammatoria ed una conseguente risposta riparatrice del nostro organismo , la cosiddetta proliferazione fibroblastica che altro non è che la riparazione di un danno tissutale con conseguente sintesi di nuovo collagene.

Avrà luogo un vero stimolo del metabolismo cellulare e aumenta anche la microcircolazione nelle zone trattate . Avremo quindi una pelle più elastica, più tonica e più tesa, L’effetto rivitalizzante non è quindi legato alla tensione o trazione di questo filo, bensì alla sua semplice presenza..


Questo stesso trattamento è ovviamente indicato anche per tutte le aree del corpo che necessitano maggior tono: mani, interno braccia, interno coscia, addome, gluteo…


Nelle aree più estese come addome e cosce i fili sono generalmente più lunghi e più spessi , anche leggermente strutturati , fatti apposta per generare un maggiore stimolo , ma la scelta di calibro e lunghezza spetta al medico..


I fili invece con minuscoli ganci, o ancorette, chiamati spesso “cogs”, più popolari dei loro fratelli mono, esercitano anche una leggera trazione della pelle, oltre a fornire il solito effetto rivitalizzante . Utilizzati maggiormente per il viso, aggiungono un “ effetto lifting” nell’area zigomatica, mandibolare o collo..


Si possono utilizzare fili diversi nella stessa seduta , e l’abilità del chirurgo sta proprio nel saperli magistralmente mischiare ed abbinare tra loro.


l’efficacia del trattamento è chiaramente visibile 2-3 settimane dopo l’impianto. (dobbiamo lasciare il tempo al nostro corpo di dare la sua risposta ) . Dopodiché il processo benefico sulla pelle continua, rafforzandosi nei mesi successivi..ed il risultato sarà sempre naturale e progressivo.

Questo perché anche se i tempi medi di riassorbimento del filo PDO sono di circa 6 mesi, i risultati saranno visibili per un tempo molto più lungo in quanto l’effetto non è legato solamente alla durata del filo , ma anche alla stimolazione endogena che i fili inducono.

Ma niente paura: a chi teme il “tutto in una volta sola” posso dire tranquilli. I fili possono essere impiantati anche in più sedute, distanziate da 2 a 4 settimane una dall’altra .
Trovo che questa tecnica sia molto valida perché da un risultato di compattezza molto naturale, proprio come tutti lo desiderano  🙂 

Per  informazioni ed appuntamenti : infochirurgiaesteticasicura@gmail.com / +39 348 9289744

 

 

 

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