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LA CURVA DELLA BELLEZZA SALE E SCENDE…

 

 

 

 

 

LA CURVA DELLA BELLEZZA SALE E SCENDE..

<<Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti>>
 diceva  Seneca

“Tutta la natura aspira alla bellezza…..ed è soddisfatta soltanto quando questa potrà essere esaltata:..”

(altrimenti perché mai i fiori si offrirebbero così sfacciatamente belli al fine di attirare l’attenzione delle api..??)

Inutile prenderci in giro raccontandoci il contrario: la più immediata impressione che si ha di una persona quando la si incontra è sempre legata alla sua immagine esteriore…tutto il resto arriva in un secondo tempo….

Tutte le forme che riproducono la bellezza ricongiungono il bello a qualcosa di piacevole, di suggestivo ed originale.  La bellezza è una sensazione ma anche un giudizio, dato dai nostri sensi in base alla nostra esperienza , e viene sempre associata sia alla dimensione reale che alla soggettività : la bellezza e l’armonia espressa dalle opere d’arte per esempio ci fanno da riferimento ed aiutano i nostri occhi ad allenarsi al senso delle proporzioni e alla cura dei dettagli…
Ma quali sono i parametri da rispettare?

In un contesto dove padroneggiano luoghi comuni diventa a questo punto lecita una domanda:  perché , quando abbiamo dei punti di riferimento che rispecchiano armonia ed equilibrio dei lineamenti, in chirurgia e medicina estetica,  la branchia che accoglie tutti coloro che cercano di correggere i propri piccoli difetti , e che è considerata l’opportunità  per eccellenza per avvicinarci a tale armonia , molti risultati che vediamo, invece di corrispondere ai canoni del bello, si esprimono – al contrario – come volti che non hanno nulla di armonioso e di affascinante, ma che assomigliano piuttosto a maschere grottesche…?

Se la medicina estetica e la chirurgia estetica sono nate per migliorarci, perché alcune persone peggiorano…?

Senza fare nomi e cognomi tutti sappiamo che ci confrontiamo quotidianamente con  numerosi esemplari di fronte ai quali  << guardando loro in faccia >> – ci viene voglia di scappare dalla chirurgia estetica piuttosto che abbracciarla …

Perché succede questo…?

Il problema è semplice: innanzitutto in questi casi non sono state adeguatamente valutate le proporzioni di partenza avendo come unico obiettivo  l’enfatizzare un  singolo dettaglio (senza considerarlo nell’ottica dell’ insieme…)

Un naso piccolo non può per esempio stare bene in un volto grande nello stesso modo in cui non donano zigomi molto pronunciati a chi ha un faccino dai lineamenti minuscoli e delicati…

Questo riconoscimento del rapporto tra le proporzioni delle singole parti è inscindibile e ci insegna che non può esistere un insieme  che contiene dettagli perfetti in un contesto che non è capace di metterli in rapporto tra essi…
Ma c’è dell’ altro considerare:
Se rappresentassimo tutto ciò che che viene considerato bello in senso classico attraverso un grafico, la curva – che rappresenta la direzione e l’entità del miglioramento – seguirebbe decisamente un andamento in salita, ma  una volta giunti al picco della curva, la stessa  precipiterebbe  verso il basso e le qualità di ciò che è considerato bello decadono  fino ad invertire completamente la situazione …

Tradotto in termini pratici questo significa che : tutte le caratteristiche considerate – sempre secondo i canoni – graziose in un viso femminile come un naso piccolo , labbra carnose, zigomi alti, occhi da gatta seno prosperoso…una volta spinte all’esasperazione non rientrano più nei canoni accettabili, e generano disarmonia, e tutto ciò che in un certo contesto viene considerato classicamente bello, si trasforma immediatamente nel proprio opposto,

..e la situazione peggiora quando nella stessa persona troviamo due o tre di queste caratteristiche portate all’eccesso: un viso con labbra troppo grandi, un naso troppo piccolo, occhi troppo a mandorla, zigomi tropo pronunciati, seni troppo voluminoso etc..   la ricetta  perfetta per un  insieme che sotto nessun profilo verrebbe più considerato canonicamente bello..
Questa succede ogni volta quando guardando un volto qualcosa non << torna>>, e ci appare strano,  inusuale  e  <<rifatto>>…
Il successo di un risultato sta sempre nella capacità di mettere in conto tutto: la relazione tra le singole parti ed il rapporto con l’insieme a cui appartengono,  quanto il fare attenzione al singolo dettaglio solo se  considerato nel proprio contesto. ( Un naso perfetto non necessariamente sta bene nel volto di ognuno..)

Quando il superamento di tale distinzione e l’ identificazione dei due aspetti viene capita, esistono le premesse per una buona riuscita.

Quando è invece soltanto il singolo dettaglio ad essere portato alla estrema esaltazione senza porre attenzione al contesto generale …..il risultato sarà dei peggiori..

 

E’ impossibile determinare in modo assoluto il significato della bellezza: ogni epoca ne esprime infatti una visione propria. Tuttavia due concetti prevalgono inequivocabilmente: il primo è che la bellezza risiede nella diversità e non nell’uguaglianza ( ed i ritocchi esasperati spesso riducono ii nostri volti tutti <<fatti in serie>>) ed il secondo è l’importanza della ricerca di ordine ed armonia. Il bello dovrebbe aggiungere un valore reale alla persona, e non toglierglielo……

Qualunque tipo di intervento di chirurgia o medicina estetica ha l’obbligo di tenere presente il corpo, le forme e le proporzioni del paziente in modo tale che il risultato finale risulti perfettamente in armonia proprio con questa persona, a tal punto da renderlo difficilmente riconoscibile  dagli occhi di chi guarda…
LA CHIRURGIA FATTA BENE E’ QUELLA CHE NON SI VEDE 🙂

 

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