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“FACCIO QUELLO CHE AMO E NEL MODO IN CUI AMO FARLO”

“FACCIO QUELLO CHE AMO E NEL MODO IN CUI AMO FARLO”

(quando il proprio lavoro non significa solo impegno ma anche entusiasmo e libertà 🌞🌞)


Mi capita che le persone che incontro mi chiedano come organizzo le mie interviste, e quanto tempo ci vuole per produrre un video…

Non è difficile….di solito tutto parte da un’idea o da una curiosità nei confronti di un particolare trattamento o intervento che potrebbe essere il trattamento in voga del momento, una certa tecnica chirurgica di cui si parla (o di cui non si parla abbastanza), di cui vorrei conoscere tutti i segreti di cui credo che potrebbe essere interessante anche per le persone che mi leggono…

Dico “persone” perché naturalmente essendo una donna, è più facile per me entrare nella testa delle donne, e sapere quello che le donne trovano utile ed interessante, ma non mi rivolgo affatto solo ad un pubblico femminile. Tutto ciò che scrivo e di cui parlo può interessare anche tutti agli uomini …

Una volta individuato l’argomento per prima cosa mi documento bene .
Poi scelgo il chirurgo da intervistare , che sarà un chirurgo che ha dimestichezza con l’argomento scelto, e decido come impostare il video per dare spazio alla sua immagine….
Fatto questo decido insieme a lui (o a lei) come affrontare la comunicazione dei contenuti scelti, e di come farli apprezzare di più da chi ci ascolta…
A casa poi preparo un breve copione con domande e risposte e invio il materiale al dottore per un controllo e decidiamo – sulla base delle esigenze di entrambi – una data per la registrazione…

Il giorno della registrazione ci troviamo direttamente nel suo studio. Le riprese richiededono di solito uno spazio di tempo di più o meno un paio d’ore inclusi i tempi di preparazione del campo ( il tipo di inquadratura, luci etc)
Questo tipo di preparazione è necessaria quando lavoro con dei cameramen professionisti in modo tale che tutto sia studiato nei minimi dettagli e che nessuno debba perdere tempo. Con i Videomaker professionali le scene potranno essere riprese da varie prospettive, e non è un problema se un pezzo di conversazione dovrà essere ripetuta più volte fino a che non si otterrà una “buona riuscita” , perché saranno poi loro ad occuparsi dei necessari tagli, del montaggio e di tutta la parte tecnica…

Accade pero abbastanza spesso che registro da sola con la mia telecamera, e la maggior parte delle volte questi video nascono in circostanze del tutto fortuite ogni volta che mi trovo in una situazione che “si presta” per via del luogo in cui ci si trova oppure per l’argomento che si sta affrontando, e dove colgo una particolare energia che desidero immortalare…
In questi casi tutta la registrazione avviene come si dice in gergo “in piano sequenza” , e cioè in una una sequenza unica senza interruzioni…

Ca va sans dire che quando è così, è necessario che i protagonisti abbiano una certa propensione all’improvvisazione e al gioco creativo e che facciano attenzione a non generare troppi spazi vuoti durante la conversazione e a non fare errori…
un po’ come si fa in teatro 🙂

Questi tipi di registrazione sono molto divertenti perché nascono “ in the spur of the moment” come dicono gli inglesi, e cioè sull’onda del momento, e creano sempre una grande affinità tra me, il mio interlocutore ed i contenuti proprio perché nascono in modo del tutto spontaneo .

Mi piace sempre molto mischiare lavoro e gioco, perché credo che le cose non vadano sempre pianificate, ma che saper cogliere l’attimo e farlo “rendere” sia un dono di chi ha talento e un “ occhio “ per ciò che si nasconde dietro il visibile, e che questo venga percepito positivamente dall’ascoltatore…

E’ chiaro che le registrazioni professionali producono dei video impeccabili dal punto di vista della qualità e della tecnicità , e ma come in tutte le cose della vita anche qui esistono vantaggi e svantaggi;
Il vantaggio del video in sequenza unica è che è subito disponibile per la pubblicazione, mentre nell’altro caso il montaggio richiede un po’ più di tempo. Inoltre la preparazione del video professionale coinvolge più persone presenti sul “set” , che significa tempi più lunghi durante le riprese, più pause, più tempi morti e più ripetizioni…

Il mio scopo attraverso queste interviste è quello di far conoscere attraverso professionisti del settore il mondo della medicina e della chirurgia estetica per quello che è, e di “educare” le persone di farne buon uso usando il buon senso senza considerarlo una soluzione per tutti i problemi, o una chirurgia di serie B….

Tutti gli interventi o trattamenti vanno presi sul serio. Ogni trattamento o intervento include rischi e possibili complicanze, e ha precise indicazioni ma ovviamente anche indiscutibili limiti..
Per avvicinarsi alle varie metodiche con la consapevolezza delle loro potenzialità, dell’adeguatezza alla nostra particolare esigenza, e per
trarne il massimo beneficio è come in tutte le cose la conoscenza…
Per questo leggete e ascoltate 🙂
Chi conosce può scegliere, e chi può scegliere, è libero

 

FACEGYM, LA GINNASTICA DEL VOLTO

 

 

FACEGYM…LA GINNASTICA DEL VOLTO 🙂

 

UN RIMEDIO ASSOLUTAMENTE NATURALE PER MANTENERE GIOVANE L’ASPETTI DEL NOSTRO VISO

è quello di fare ginnastica… 😊
Si, avete letto benei: ginnastica, Ginnastica facciale 😃
Perche il beneficio dell’attività muscolare non ha età e non ha esclusioni ne preferenze quando si parla di aree corporee, e quindi vale anche per il viso…

Dedicare qualche minuto della propria giornata agli esercizi di ginnastica facciale è importante quanto andare in palestra, perché la stessa cosa che accade ai muscoli di tutto il nostro corpo quando li alleniamo, accade anche per il viso..

Nel viso abbiamo ben cinquantasette muscoli , non tutti utilizzati nella vita di tutti i giorni, motivo per cui essi con il passare del tempo si indeboliscono, si inflaccidiscono e trascinano con sé anche la pelle che dovrebbero sostenere..

l’allenamento dei muscoli facciali praticato con regolarità è un ottima abitudine per mantenerli tonici e per far sì che essi siano un perfetto sostegno al nostro manto che è la pelle, che a sua volta – grazie all’irrorazione sanguigna che avviene durante l’esercizio – migliorerà anch’essa in termini di turgore e tonicità, e tutto questo tradotto in termini pratici significa ottenere una pelle più elastica con meno rughe che avvolge un volto dai muscoli tonici e sodi. Il risultato è un veto effetto lifting…

Attenzione però: per trarre veramente beneficio dalla facegym è importante eseguire gli esercizi giusti e in modo corretto: io
dico per esempio no agli atttezzi proposti ogni tanto in internet perche trovo siano troppo aggressivi , e preferisco invece gli esercizi a corpo libero, o in questo caso a “viso libero”…

Dici inoltre evitare di fare esercizi che “stropicciano ” troppo la pelle…. ( attenzione al contorno occhi e bocca..) Gli esercizi hanno lo scopo di tonificare i muscoli e non di creare nuove linee, e bisogna fare quindi attenzione durante i movimenti affinché la pelle delle aree che stiamo lavorando rimanga ben tesa…

Per la stessa ragione non faccio mai TUTTI gli esercizi consigliati… ma solo quelli per le parti del viso dove ha senso lavorare …

Ma quali sono questi esercizi e quante volte vanno eseguiti?
Esiste una varietà di esercizi che servono a tonificare le diverse aree del viso come, guance, zigomi , contorno bocca e contorno occhi, aree dove di solito l’invecchiamento “colpisce” per primo..
Per quanto riguarda la frequenza con la quale praticare gli esercizi vale la regola “ più volte che si può “, quindi più volte alla giornata anche se per pochi secondi…

Io preferisco fare così infatti, ed inserirli nella mia giornata come meglio riesco, anche perche alcuni (non tutti)sono eseguibili in qualsiasi luogo in cui ci si trovi : la macchina ad esempio è il luogo perfetto per farli; non c’è nulla di meglio di una di quelle noiose file nel traffico per approfittarsene..

Io li faccio anche in metropolitana: l’allenamento del contorno occhi per esempio si presta benissimo; basta nascondersi dietro un bel paio di occhiali da sole….

Per la ginnastica facciale non è infatti necessaria la palestra, né bisogna mettersi in tuta: basta solo ricordarseli e farli…

Tuttavia all’inizio è meglio esercitarsi davanti ad uno specchio, anche per prendere consapevolezza dei movimenti da eseguire, ma una volta raggiubti il controllo, è fatta…!Distribuiti nell’arco della giornata gli esercizi non pesano, non portano via tempo e diventano un’abitudine …

Ve ne voglio descrivere alcuni:

Per tonificare il contorno occhi:
appoggiate due indici al lato esterno (…questo serve per controllare la contrazione e per “sentire “ quali gruppi muscolari si stanno attivando)
Dopodiché chiudete ed aprite gli occhi senza strizzare : 50 volte…

Sempre per il contorno occhi ma anche per allenare i muscoli della fronte puntare gli indici della dita sotto la coda del sopracciglio, facendo una lieve pressione in modo da spingerlo verso l’alto e verso l’esterno Quindi con la fronte spingere verso il basso cercando di vincere la pressione delle dita. Ripetere almeno 10 volte…

Per rassodare le guance e gli zigomi invece è riempire le guance d’aria e spostarla dalla guancia destra alla sinistra per un po’ di volte

Un secondo esercizio per quest’area che trovo molto efficace e’ quello di sorridere – in modo un po’ forzato – a labbra chiuse spingendo le guance verso l’alto come per formare dei bei pomelli da cappuccetto rosso ( questo e’ un ottimo esercizio da eseguire ovunque, anche in metropolitana… tanto chi guarda crede che tu stia sorridendo …il che è sempre piacevole…

 

Un altro esercizio per rassodare le guance ( da non eseguire in metropolitana…) è mettere due indici dentro la bocca, all’interno delle guance spingendo delicatamente delicatamente come per allargarla contrastando contemporaneamente questa azione, chiudendo la bocca come per pronunciare la vocale “O”. Tenere per qualche minuto finché le guance non bruciano..

Per attivare i muscoli della mandibola e del collo ( e per contrastare la formazione del doppio mento ): guardare in alto chiudendo fortemente la mandibola e schiacciando la lingua verso il palato: sentirete lavorare il collo e la mandibola …

Quando vi ritroverete da sole ( non in strada, volevo dire…) questo esercizio può essere completato spalancando e poi chiudendo la bocca come per dare un bacio( facendo attenzione a non arricciare il labbro superiore), sempre guardando verso l’alto: ripetere più volte durante il giorno per una trentina di ripetizioni…

( La mandibola forte e senza doppio mento ragazze ….è tutto in un viso ..!!)

Questi sono alcuni esercizi ma ce ne sono molti altri, e quando inizierete ad avere più controllo sulla vostra muscolatura facciale potrete inventare voi stessi quelli che vi sembreranno adeguati al vostro caso…

La seduta seduta di ginnastica facciale potrebbe essere terminata con
leggeri pizzichi e lievi schiaffetti. In questo modo si richiama sangue verso la pelle, e questo è il momento giusto per stendere il vostro migliore prodotto cosmetico affinché gli ingredienti contenuti nel prodotto possano essere assorbiti al meglio…
Non dimenticare di eseguire un bel massaggio mentre applicate il prodotto 😉

 

Per info e contatti scrivete a infochirurgiaesteticasicura@gmail.com

PER FAVORE NON CHIAMATELO “LIFTING”…!

 

 

Sempre più spesso si sente parlare di fili di trazione per il viso e per il collo come se si trattasse di un’ alternativa al vecchio lifting chirurgico…

Chiariamo a questo punto subito un concetto : il lifting chirurgico prevede il riposizionamento dei muscoli facciali , cosa che un semplice filo di trazione (cutanea), qualunque sia il materiale che lo compone, e indipendentemente da quanto sia abile l’operatore, non puo e non deve fare…

Cio non esclude che questi fili o suture di trazione possano essere una validissima metodica che ha come obiettivo il ricompattamanto dei volumi e l’ovale del volto, soprattutto quando combinata con metodiche che la completano…

La trazione che il filo esercita avviene a livello sottocutaneo, ed è possibile grazie ad una semplice azione meccanica, dove quest’ultimo, munito di apposite “ancorette” o “spine” bidirezionali ne permette l’autoancoraggio senza bisogno di essere fissato..

 

Il miglioramento in termini di tensione e compattezza della pelle è dovuta – al di là dell’effetto trazionante immediatato – a ciò che succederà in un secondo tempo, e cioè alla reazione fisiologica del nostro organismo intorno ai fili inseriti: la fibrosi reattiva.
I fili inseriti stimoleranno – attraverso lo stato infiammatorio che generano – la produzione di collagene prodotto dal nostro organismo.

Questo processo impiega ca 20 giorni, ed ecco perché i risultati definitivi in seguito all’inserimento dei fili saranno visibili solo a partire da quel periodo di tempo…

Lo stesso vale anche per quelle suture chiamate in gergo “nono”, oppure “fili di biorivitalizzazione” oppure semplicemente “fili”…

Si tratta in questo caso di fili più minuscoli, molto più corti ( anche 2,5 cm) e di varo calibro, a seconda dell’area che si va a “rivitalizzare, ovvero laddove si desidera creare tensione..

Vengono inseriti numerosi (altrimenti non funziona) per creare un vero reticolo sottocutaneo affinché si crei una specie di “sostegno” o impalcatura.

Quello che andiamo a cercare sarà in ogni caso la formazione di fibrosi esattamente come con i fili di trazione prima citati stimolata proprio dallo stato infiammatorio dovuto al trauma…

Anche qui i risultati si vedranno a partire dal ventesimo giorno..

 

Naturalmente ciò che salta subito alla nostra attenzione e che ci fa propendere verso questo trattamento è la sua non invasività, la non necessità di passare attraverso la sala operatoria, la degenza, l’anestesia, tagli e cicatrici , contesti inevitabili durante un processo più chirurgico…
Infatti appena terminato il trattamento il paziente riceve una medicazione con cerotti che proteggono il forellino di entrata del filo e che hanno lo scopo di comprimere l’area trattata, ma non presenterà alcun altro segno visibile tranne un leggero rossore che scomparirà in pochi minuti, e potrà riprendere immediatamente le sue normali attività quotidiane…

Questa metodica comparve sul mercato una quindicina di anni fa, e già allora la caratteristica più apprezzata fu proprio la non invasività di questa procedura. I fili utilizzati a suo tempo erano però realizzati in materiali permanenti, come il polypropilene oppure il silicone, e il loro scopo allora era proprio quello di tenere la zona trattata “in tensione” per sempre.

Quello che cambiò nei tempi successivi oltre ai disegni dei fili, oggi categorizzati in varie tipologie e sottotipologie, le lunghezze e la struttura dei punti di ancoraggio, sono soprattutto i materiali che li compongono, oggi privilegiati in materiali riassorbibili come il polidioxanone, il caprolactone e l’acido polilattico….

Il materiale riassorbibile presenta – proprio grazie alla sua “scomparsa” – diversi vantaggi come quello di “assecondare ” i cambiamenti dei nostri volumi dovuti al naturale processo di invecchiamento e alla gravità, e non ultimo la durata nel tempo grazie appunto alla formazione di fibrosi come reazione dell’organismo creatasi intorno ai fili inseriti..

In questo modo il trattamento non viene visto come un monotrattamento risolutivo , ma rientra nell’ambito delle procedure temporali e ripetitive come filler, tossina botulinica, peelings etc…..
La conditio sine qua non rimane in ogni caso la ricerca della giusta indicazione ed il saper eseguire una corretta anamnesi prima di procedere: non tutti i visi sono uguali; la tipologia del filo ed il numero di fili da utilizzare sono condizioni variabili a seconda della situazione : l’età del paziente, lo spessore della cute, il grado del cedimento ed il peso dei tessuti, la quantità di pelle in eccesso, e l’ estensione dell’area da trattare..

Non rispettare uno o più di questi parametri significherebbe sprecare il trattamento senza ottenerne i relativi benefici.
Un chirurgo esperto sa che che le aspettative del paziente sono sempre alte e sarà in grado di sostenere un colloquio con il paziente che sia onesto e aperto per chiarire ogni dubbio e senza creare false aspettative 🙂

 

per info e contatti scrivete a infochirurgiaesteticasicura@gmail.com